From America: nell'era degli smartphone i giochi da tavolo sono ancora vincenti.

From America: nell'era degli smartphone i giochi da tavolo sono ancora vincenti. - ElvuxBiz.com

Il tempo che stiamo vivendo da poche opportunità di comunicare. In parte si é perso il senso di aggregazione che ci teneva uniti. Nell'era degli smartphone sembra che sia sia ridotto lo spazio di sedersi attorno al tavolo insieme. Così anche la conversazione è stata annullata e, muniti di un telefonino, si conversa sui social media. Siamo diventati dipendenti di un sistema di vita davvero poco eccitante. Anzi, molto noioso! 

Sarebbe forse il caso di svagarci con gli amici giocando a carte o al Monopoli. Magari un nuovo gioco non guasterebbe! Il Monopoli è degli anni '30 e imperterrito resiste ancora ad una concorrenza sempre più appannata e prevedibile, con poche idee e banalità. C'è proprio bisogno di qualcosa di nuovo e io, cari amici, ho forse il gioco giusto per voi che presto vi farò conoscere.

Intanto dall'America giungono notizie confortanti. Nell'era degli smartphone i giochi da tavolo sono ancora vincenti. 

E questa è una buona notizia! 

collage d'autore

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collage d'autore

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Il fuoco della vita

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Miliardi di stelle per produrre la vita sulla terra, miliardi di uova per produrre un pesce, e miliardi di tentativi per produrre un passo in avanti. Non siamo noi, é la natura che cerca. L'inquietudine che c'è in noi è la nostra forza, perché ci mostra la direzione. D'altra parte lo sappiamo anche noi, nella nostra vita individuale, che questo è l'unico modo di procedere. E' solo quando il desiderio diventa doloroso ed il presente invivibile che noi riusciamo a spezzare gli ostacoli esterni ed interni e, a correre in avanti. Il desiderio che ci brucia è veramente il fuoco della vita; il dolore è il caos primordiale da cui emerge il mondo, l'angoscia del molteplice, del diviso, che tende all'unità. Quando, alla sera, noi sentiamo una nostalgia di non sappiamo che, è la vita che cerca la sua meta : il giardino delle rose che è il suo destino.

 

"L'albero della vita " di Francesco Alberoni

Ikaria, l'isola della longevità

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Ikaria è stata un'isola libera solo per breve tempo quando divenne indipendente dall'impero Ottomano nel 1912 ma venne poi annessa alla Grecia cinque mesi più tardi. In tempi recenti, nel tentativo di sfuggire alla crisi del debito insormontabile della Grecia, e con la scadenza del Trattato di 100 anni con Atene, alcuni dei residenti scontenti hanno proposto un connubio con l'Austria, il freddo paese alpino il cui popolo sogna ville al mare e spiagge nel Mediterraneo. Tuttavia, a questa ipotesi, riportata in un articolo su un quotidiano austriaco, l'ambasciata greca a Vienna ha rilasciato una dichiarazione, affermando che l'articolo 12 del Trattato di Losanna del 1923 conferma che le isole dell'Egeo orientale tra cui Ikaria, appartengono alla Grecia.

Ikaria, grande poco meno di 100 chilometri quadrati dista circa 30 miglia dalla costa della Turchia nel mar Egeo. Da quando è stata considerata una delle 5 zone blu del mondo in cui le persone vivono più a lungo, cerchiamo di saperne di più sul modo di vivere degli isolani.

La remota isola di Ikaria  si trova a 40 minuti di volo dalla capitale greca. Ha poche attrazioni turistiche: poco affollata d'estate, con venti e correnti marine molto forti, fuori dalle rotte marittime principali, non facile da visitare perchè alcune parti sono inaccessibili ed è il regno di uccelli e di falchi. Si caratterizza anche per una serie di piccoli villaggi e alcuni monasteri. Però è uno spot di eccezionale longevità umana. Ci sono persone sane oltre i 90 anni rispetto a qualsiasi altro luogo del pianeta. Ricercatori dell'Università di Atene hanno studiato gli isolani di età superiore ai 65 anni. In media, gli 8.000 residenti vivono 10 anni in più rispetto alla maggior parte degli europei e molto più in salute fino alla fine. 

La dottoressa Christina Chrysohoou,  cardiologo presso l'Università di Atene, ha studiato gli isolani, e afferma che subiscono gli stessi tipi di malattie come il cancro e problemi cardiovascolari come tutti ma che qui ritardano d'una decina d'anni.

Sono diversi i fattori che contribuiscono alla longevità degli isolani. Le indagini dell'università includono anche studi geologici. Potrebbe trattarsi di radiazioni naturali nelle rocce di granito. La reputazione dell'isola si deve anche alle sue vasche termali con vasche naturali di acqua calda.

Certamente, si conduce un tipo di vita rilassante, e c'è chi mangia verdura fresca e latte di capra ma soprattutto, dice Stamatis Moraitis, è il vino."Davanti a un buon bicchiere a metà mattina sul tavolo della cucina, è un vino puro che facciamo noi". All'esterno della sua casa imbiancata  ci sono i suoi amati alberi di ulivo, i suoi alberi da frutta, e le sue vigne. Produce circa 700 litri di vino all'anno.

Stamatis ha festeggiato il suo 98 ° compleanno il giorno di Capodanno. Colpito al braccio nella seconda guerra mondiale è fuggito in Turchia, ed è stato curato a Chatham, Regno Unito, prima di stabilirsi negli Stati Uniti nel 1943. Nel 1960 gli è stato diagnosticato un cancro ai polmoni e dopo nove mesi è voluto ritornare ad Ikaria dove è nato il primo gennaio del 1915. Gli avevano dato pochi mesi di vita ma oggi ancora è presente. Suo padre è morto all'età di 117 anni. Stamatis mangia pesce, verdure, poca carne e beve vino, il suo vino.

Molte persone anziane fanno un infuso al giorno di tè di montagna da erbe secche come la salvia, timo, menta e camomilla, addolcite con il miele delle api locali. "E 'guarisce tutto", afferma Stamatis. Molte delle erbe selvatiche sono utilizzate da persone di tutto il mondo come rimedi tradizionali. Esse sono ricche di antiossidanti e contengono anche diuretici che possono abbassare la pressione sanguigna. 

Molti si domandano come ha fatto Stamatis Moratis a curare il suo cancro? Si sa che la sua dieta è priva di zucchero e farina bianca e carni rosse. Inizia la giornata con un cucchiaio di miele. Beve un "tè di montagna" che è un infuso composto da origano, salvia , un tipo di tè alla menta ( fiskouni), rosmarino e una bibita ottenuta da una pianta erbacea, tipo cicoria, con un po di limone. Le persone che la bevono pensano di bere una meravigliosa bevanda, ma in realtà essi stanno bevendo la medicina, ha dichiarato un medico locale.


Fonti: www.bbc.com
blackseeds1.blogspot.it/
www.businessinsider.com

 

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